SIAE-Soundreef la guerra sui diritti che danneggia gli utilizzatori?

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Nei prossimi giorni, esattamente il 6 giugno p.v., in Parlamento verrà discusso l'emendamento che dovrebbe riformare la legge sul diritto d'autore nel rispetto della direttiva europee che consente la scelta della propria collecting a tutela dei diritti economici per le vendite e le riproduzioni pubbliche di musica e audiovisivi.

La nostra preoccupazione riguarda gli obblighi dei nostri associati negli adempimenti che saranno previsti dalle nuove norme che, non vorremmo si moltiplicassero.

Cerchiamo di capire:

Gigi D'Alessio ha deciso di aderire a Soundreef abbandonando la SIAE.

La domanda è, nella compilazione del programma musicale ( il cd borderò ) riferito al permesso rilasciato all'organizzatore dello spettacolo, il DJ dovrà compilarne uno per la SIAE e l'altro per Soundreef ?

E nel caso di altra collecting oltre a queste due, dovremo compilarne magari tre o quattro a riconoscimento dei diritti di ogni singola nuova società?

Vogliamo avvisare i nostri Parlamentari di tenere conto di queste problematiche degli artisti minori in generale, ma anche in considerazione di molti altri problemi che sorgeranno se non sarà adeguatamente considerata una normativa efficace riguardo la semplificazione, ma anche e sopratutto i costi aggiuntivi che presumiamo possano generare più soggetti autorizzati agli incassi e alla conseguente ripartizione, partendo dal presupposto che tutti avranno diritto a stabilire le proprie royalty in termini di spese di gestione che dovranno sopportare.

E' evidente che tali costi potrebbero essere addebitati agli utilizzatori che, addirittura potrebbero essere costretti a adempimenti separati e tariffe altrettanto separate da pagare ad entrambe o a più soggetti autorizzati.

In conclusione, paradossalmente al contrario del risparmio che per i consumatori, principio al quale si dovrebbero ispirare le normative, in particolare quelle europee, si corre il rischio di pagare ben due o più volte per lo stesso adempimento, con la conseguenza che pochissimi soggetti organizzerebbero spettacoli di musica con danno prevedibile.

Abbiamo voluto chiedere un parere ad un esperto di diritto d'autore l'Avv. Marco Grasselli che, conoscendo bene la materia ha concesso la disponibilità a esaminare e commentare quanto sopra abbiamo descritto e paventato su un argomento che è indispensabile conoscere per poter ben legiferare. anche in considerazione di quanto ha recentemente pubblicato il Presidente di FIMI Enzo Mazza nel suo articolo nel quale dichiara l'aumento di incassi per diritti connessi sulla musica in Italia e nel Mondo che di seguito possiamo leggere.

Proventi economici dai diritti connessi per la musica  info da formiche .net

L'avv. Grasselli così ci ha risposto:

“Sono sempre stato contrario ai monopoli, la storia ci ha insegnato a diffidarne, per cui l’idea dell’ampliamento del mercato della tutela dei diritti d’autore mi trova, evidentemente, favorevole. In linea teorica e di principio, la presenza di nuovi organismi di gestione collettiva di tali diritti, può agevolare in modo notevole la libertà di scelta degli autori che avrebbero, dunque, facoltà di scegliere liberamente il soggetto che riterranno più meritevole e più conveniente, a prescindere dallo Stato membro di appartenenza. Ma non è tutto qui. La stessa start up italo-britannica ci dimostra come sia possibile, anche sotto l’aspetto pratico, un controllo capillare sulle esecuzioni delle opere nel territorio e, quindi, una equa suddivisione dei compensi del diritto d’autore, diversamente da quanto faccia oggi SIAE che li ripartisce in via forfetaria, in base a parametri decisi dal CdA. Di contro, ho forti perplessità in merito alla condivisione del territorio tra la new collecting society e SIAE. Non mi è ancora chiaro, infatti, in quale modo saranno gestiti gli adempimenti cui gli esecutori dovranno fare fronte. Proprio in conseguenza della coesistenza, nello stesso Stato, di più società di gestione collettiva dei diritti, il rischio di illogico raddoppio dei costi e di balzelli burocratici è, purtroppo, molto alto”.

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