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Pensione o voucher per i lavoratori dello spettacolo?

Tutele per associati e lavoratori dello spettacolo

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Dieci ore di viaggio in treno, due ore di viaggio in auto, per 45 minuti di colloquio con il Vice Direttore delle Entrate dell’INPS, nella sede di Roma, ma il “sacrificio” riteniamo corrisponda ai chiarimenti che in molti ci hanno sottoposto per stabilire obblighi, vantaggi e svantaggi nel nostro lavoro con l'utilizzo di alcuni accorgimenti importanti che ormai conosciamo bene.

Va detto che, e siamo assolutamente d’accordo con questa affermazione, l’Ente Previdenziale non approva le leggi, queste sono di prerogativa del Parlamento e del Governo, l’INPS non può fare altro che applicare le normative, nella fattispecie crediamo che negli anni a venire provocheranno difficoltà di erogazione dei trattamenti pensionistici e assistenziali, ma l’Ente al massimo può ricevere istanze, dispensare consigli e formulare proposte.

Abbiamo ottenuto però informazioni e chiarimenti importanti che possono aiutarci nel nostro lavoro di tutela degli associati e artisti più in generale.

Il chiarimento più importante è che, siamo una categoria anomala nel mondo del lavoro nello spettacolo, quindi i trattamenti seguono questa logica.

A differenza di altre attività, il nostro lavoro può contare su tipologie già sperimentate, tutt’ora in vigore, come l’obbligo del possesso del certificato di agibilità che in altri settori non è previsto o applicabile.

Jobs act e lavoro accessorio

A fianco a questo è possibile utilizzare altre forme di lavoro compreso quello accessorio (non per gli appalti di opere o servizi, ma per usufruire direttamente del beneficio. Es. La badante che lavora per un privato), partendo tuttavia da una affermazione fatta dall'ENTE che abbiamo ritenuto assolutamente indiscutibile.

I lavoratori dello spettacolo non lavorano ad ore, non lo hanno mai fatto, pertanto qualora dovessero riscontrarsi pagamenti con i buoni voucher inferiori al minimo retributivo giornaliero stabilito per legge, si attiveranno controlli di approfondimento e verifiche da parte degli accertatori.

Il lavoro accessorio è previsto per tutte le categorie indicate nel D.L.C.P.S. 16 luglio 1947, n. 708 e successive modificazioni ed integrazioni.

Cosa prevede il “Jobs Act” per il lavoro accessorio:

- il datore di lavoro (imprenditori o professionisti in modalità esclusivamente telematica) dovrà acquistare anticipatamente i buoni voucher (il valore nominale di un buono orario è fissato in 10 euro di cui circa 7 euro vanno al lavoratore), all’inizio del mese, prevedendo il numero di lavoratori che intende impiegare nei trenta giorni successivi;

- il datore di lavoro ha l’obbligo di comunicazione preventiva alla DTL, all’INPS e all’INAIL;

- la limitazione a 2.000 euro massimo per lo stesso committente o 7.000 euro complessivi su base annua (per i percettori di prestazioni integrative del salario o di sostegno al reddito, il limiti massimo su base annua si riduce a 3.000 euro): vale a dire che oltre le cifre suddette, su base annua, i buoni voucher non possono essere utilizzati o comunque in un certo momento dell’anno potrebbero non essere più utilizzabili.

Buoni Voucher e Durc: le aziende sono regolari?

Con tutta franchezza non vediamo molti vantaggi per il nostro settore con l’utilizzo dei buoni voucher, detto questo il nostro compito era quello di chiarire ufficialmente questo dubbio, ci è stato espressamente richiesto, e il riscontro è quello appena descritto.
E’ evidente il danno ai lavoratori, e secondo noi anche alle imprese, però la libertà di scegliere il proprio futuro è nelle mani di ognuno di noi, compresi i datori di lavoro.
A fianco a questi chiarimenti ve ne sono altri che, abbiamo stabilito, possono essere di aiuto senza rinunciare alle tutele contributive, approfittando dei vantaggi fiscali, in piena legalità, utilizzando le pieghe poco conosciute delle leggi stesse.

Nella prossima puntata proveremo ad elencarli tutti.

Ricordiamo che per i lavoratori subordinati:
non è diffidabile l’illecito di cui all’art. 6 D. Lgs C.P.S. n. 708/1947 riguardante l’impiego, nel settore dello spettacolo, di lavoratori senza il prescritto certificato di agibilità.  Così risponde la direzione generale per l’attività ispettiva del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con interpello prot. 37 del 03 luglio 2015. La motivazione risiede nel considerare che il rilascio del certificato di agibilità è condizionato al riscontro da parte dell’ente previdenziale della condizione di regolarità contributiva dell’impresa. Ne consegue che la condotta integrante l’illecito, consistente nel mancato possesso del certificato e non nella richiesta del medesimo, non può essere materialmente sanabile in quanto la regolarizzazione della condotta non consiste in un mero adempimento documentale, ma implica l’effettuazione materiale del controllo preventivo non attivabile ex post.

Fonte – IPSOA: INAIL, nota 07 luglio 2015, n. 4715

 
Da non sottovalutare il lavoro minorile che prevede per il datore di lavoro una autorizzazione preventiva da parte della DPL competente, da sottoporre 30 gg. prima con istanza, autorizzazione preventiva da parte dei genitori o chi detenie la patria potestà (autorizzando quindi anche che la prestazione non prosegua oltre le 23:59), oltre che l'obbligo del possesso del certificato di agibilità.

Considerazioni x questa prima parte informativa.
Le imprese che retribuiscono i lavoratori accessori con i buoni voucher, pur anticipando interamente le somme, potrebbero essere non regolari ai fini del rilascio del DURC.
Una cosa è certa, una degna retribuzione non regnerà mai nel nostro paese con questo tipo di interventi o segnali.